Arriva un momento, nella tua vita, che alzi lo sguardo dal pc (prova a farlo anche tu).
Quanti soldi sprecati, eh? Videogiochi. tanti, (troppi) videogiochi. Sei circondato.
Chissà quanti soldi hai speso per quella collezione.
"Non conosci il valore dei soldi!" qualcuno ti ha urlato.
E come fai a dargli torto? Ché in confidenza, diciamocelo: che cazzo serve comprare originale? Esiste Utorrent, esiste la roba pirata, gli emulatori. Siamo in piena crisi, dobbiamo risparmiare.
Lo so, ora sei depresso.
Prima di suicidarti, però, aspetta: qua sotto c'è la tua via di uscita (anche la mia).
Quel denaro non è stato sprecato. Ecco sette, futilissimi motivi per cui comprare videogiochi originali è meglio. Illudiamoci insieme.
(Se non sapete di cosa sto parlando, andate a recuperare questi post)
Oggi, signori e signore, si conclude la trilogia.
Quello che
mi è successo l’altro giorno in pullman, in soli cinque minuti, ha
dell’incredibile.
E non importa se non ero in metro, perché qui i titoli dei post li decido io.
Cronache di
un Viaggio in Metro: Volume tre.
Salgo sul
pullman sotto casa.
Neanche il tempo di salire che già sento l’autista (lo chiameremo Guido)
lamentarsi con un altro autista (anche lui di nome Guido): parla di sindacati,
sindacalisti, di autisti vecchi liquidati per far spazio a quelli nuovi.
Un gran
casino.
Il pullman è praticamente deserto: in prima fila c’è, ovviamente, la
scassamaroni, quella che cerca ogni volta di chiacchierare insistentemente con Guido.
Gli altri passeggeri del pullman sono solo tre:
una signora (che chiameremo Giuditta), un anziano alla mia destra
(lui, invece, Enrico) e un’altra persona, in fondo. Senza nome perché non ci serve.
Io sto cercando delicatamente di origliare la discussione di Guidofarmi i
fatti miei, quando il pullman si ferma. Siamo in coda. Sono le cinque di
pomeriggio.
Fottuta ora
di punta.
Enrico inizia a sbuffare, è visibilmente infastidito da quella moltitudine di
auto.
Ma oh, dato che deve perdere tempo, inizia a parlare: “Eh, questa coda…
dai, che devo arrivare a casa”.
Enrico è il tipico signorotto annoiato dalla vita: non sa che fare, quindi,
gira per Torino e cintura.
La colpa,
secondo voi, non è mai del plot, o del regista: è
colpa dell’attore.
Sempre.
Date fantasiose interpretazioni. Dite: “oh, ha rovinato Daredevil, vuoi vedere
che non rovina pure Man of Steel 2?”
E intanto vi dimenticate che gli attori sono
professionisti, non sono i personaggi che hanno interpretato: vi
fate condizionare dalle emozioni e dai film che avete visto.
Così sembra
che il regista non abbia mai colpe, perché lui sta dietro la cinepresa. E come per i bambini piccoli, chi non si vede, non esiste.
Insomma, il problema non è Ben Affleck: il problema è che al pubblico non va
mai bene niente. Che sia Ben Affleck, Topolino o proprio Bruce Wayne, uscito dal
fumetto.
Se c’è
qualcosa di cui lamentarsi sulle scelte degli attori, eccovi, pronti, tastiera
in mano. Dei Nostradamus moderni.
Voi sapete già che il film, con Ben, sarà una
merda.
Va bo, se
volete, fatelo. Ché il post si basa su quello. Se siete sfaticati, invece,
lasciate perdere, e continuate a leggere.
Di sicuro,
voi glabri giovini, che amate i giochini più di ogni altra cosa (sicuramente molto
più di Sara, la ragazza tettona e col fisico mozzafiato che vi abita accanto), visitate
quotidianamente siti come…
No.
Non posso fare
nomi ché alcuni hanno la denuncia facile. Facciamo di tutta l’erba un fascio, e
chiamiamo tutti questi siti semplicemente…“VDG”.
Visitate quotidianamente siti come VDG.
“Pande’,
certo che li guardiamo, sono aggratisse e poi danno le notizie pure prima dei
giornali che compravamo in edicola! Cioè, il paradiso, proprio! Perché sborsare
denaro quando c’è la stessa cosa, però gratuita?”
Ah, davvero pensate sia il paradiso?
Io invece leggo parole di encomio a giochi che dovrebbero essere barattati con
qualche pomodoro.
Se siete ancora convinti che l’editoria gratuita di settore sia un bene,
fra poco non lo sarete più.
Pochi titoli
hanno la possibilità di sconvolgere e modificare le aspettative dei
videogiocatori, diventando dei veri e propri must. Grand Theft Auto è uno di
questi: sedici anni sono passati da quando uscì per la prima volta sugli
scaffali il primo capitolo, nel 1997.
Da quel
momento c’è stata una vera e propria consacrazione della serie: GTA è attualmente
una delle saghe più vendute al mondo ed è conosciuto – nel bene e nel male –
anche da chi non ha mai sfiorato una console.
Il 2001 è stato certamente un anno fondamentale: sancì infatti la trasposizione
di GTA dal 2D al 3D con GTA III, stravolgendo molte delle convinzioni
videoludiche dei giocatori. Qualche anno dopo, Rockstar scompaginò l’assetto
videoludico da lei stessa creato proponendoci Grand Theft Auto: Vice City e San
Andreas, i quali elevarono ancora di più l’esperienza narrativa e videoludica.
L’unico
titolo a non aver convinto il pubblico è purtroppo GTA IV, che nonostante
proponesse un’ambientazione odierna dava poca libertà al giocatore con una
mappa non alle altezze delle aspettative.
Ora Rockstar
ci riprova con GTA V: riuscirà a soddisfare le aspettative dei fan?
“Sicuro che
non sto sognando? Pandemion, hai davvero scritto due articoli di fila? Due
articoli in due giorni?”
Oh, nemmeno io ci sto credendo, ve lo giuro.
Ma credo sia
colpa di Fonzie, che con l'onnipotenza del suo Pollice Vero [TM] mi ha fatto avere n’altro argomento.
Ché, oh, l’avete
visto PewDiePie?
Prima è dall'altra parte del campo. Poi un giorno si sveglia e decide di
risalire la china, tutto da solo. Con
uno scatto felino, in soli due anni, scarta con nonchalance gli YouTuber che si
fanno ‘n mazzo tanto pe’ arriva’ a fine mese.
Così, passeggiando, proprio.
Arriva a
centrocampo, e con uno slancio alla Oliver Hutton banfella Nighahiga e Ray
William Johnson.
Raggiunge la
linea della difesa dove oltrepassa perfino la squadra di casa, YouTube, mostrandogli
il dito medio.
Arriva davanti al portiere. Si ferma pure, prima di tirare. (che i portieri so’
gli smosh, mica i primi arrivati, eh.)
Tira.
ED È GOL!
Ecco il risultato ad oggi:
PewDiePie:
11.988.275
Smosh: 11.949.766
Tutti gli
altri stanno dietro.
Da dove
deriva tutto questo successo? E soprattutto, come si pronuncia realmente
PewDiePie [cit.]?
In realtà ho solo avuto moltissime cose da fare. E mi sono dimenticato di scrivere, così, per più di due mesi (o forse di più?...). Ma qualche giorno fa ho visto la luce. Fonzie ha mantenuto la promessa.
La promessa sta sotto il nome di Superquark e Piero Angela. La dicitura: “Violenza e videogiochi”.
Sì, perché qualche giorno fa sono uscito e ho incontrato Fonzie. Proprio lui, sì. Mi guardava, con il suo pollice alzato, tutto nero. Ché purtroppo era un semplice graffito su un muro. Mi si è mostrato così, ma a me è bastato.
Mi diceva: “Gianluca, torna a scrivere. Che fine hai fatto? Devi tornare a scrivere…” Gli ho risposto che non c’avevo manco mezza idea, da troppo non mettevo mani sulla tastiera. Lui continuava a fissarmi, e il pollice non lo abbassava mai. Il suo sorriso, limpido, ma nero.
Dopo qualche tentennamento, Fonzie me lo ha assicurato: “Ti farò avere un argomento su cui scrivere”. Disse così. E io, come ringraziamento, mi son fatto ‘na foto con lui.
Mi hai rinsavito, Fonzie. Grazie...
Ma che c'entra Superquark coi videogiochi? C'entra, c'entra. Ché il nostro amico Piero Angela, ieri sera, ha chiesto: “I videogiochi suscitano violenza nei giovani?”
La domanda, semplice e chiara, di solito provoca nei ragazzini una reazionealtrettanto chiara, semplice efondamentalmente gentile: “COSE KE DICE QUEL COGLIONE KE DI VIDEOGIOKI NON NE A NEMMENO MAI TOCCATO 1 W COD PERO KUELLI KE GI GIOCAVANO ERAN O NOOB TE FAZZIO UN HEDSHOT” Una roba simile.
Il servizio, mandato in onda il 15 agosto (per una settimana potrete visionarlo qui, al minuto 55"), mostra un esperimento dell’Amsterdam Vrije Universiteit, che studia le relazioni causa/effetto tra videogioco e aggressività.
“I film si visionano in maniera passiva” - dice uno degli psicologi dell’università - “ma nei videogiochi c’è un coinvolgimento attivo, con una definita identificazione nel personaggio. In essi si possono guadagnare premi o punti: e questa gratificazione, si sa, potrebbe determinare una ripetizione dell’azione violenta”. [...]
Vi ricordate il mio vecchio articolo (scritto esattamente un anno fa!) dove in metropolitana si parlava degli italiani come un popolo di poeti, navigatori e ladri?
Salgo sul vagone della metro praticamente deserto.
'Sta ragazzina qua, che avrà avuto sedici, diciassette anni, l'era proprio carina. Però non era il mio genere. Quindi, dato che non ho voglia di descrivervela, immaginatevela come una ragazza decisamente da muovere ma diametralmente opposta a quella che vi piace da anni (e con cui non avete una mezza possibilità di successo).
Lei, che da adesso in poi chiameremo Stefania, era comodamente seduta sul sedile con l'iPhone in mano (in abbonamento, ché tutti vogliono l'iPhone ma nessuno c'ha i soldi per permetterselo), col quale di sicuro scriveva al tipello di Mirafiori Sud.
Piccolo inciso: la cover dell'iPhone era davvero inguardabile. Tipo quelle floreali vendute dai vucumprà.
Davanti a lei c'era un altro posto a sedere.
In realtà sarebbe dovuto essere libero, se non ci fosse stato il suo piede destro ad occuparlo. [...]
Giuro: esprimere i desideri soffiando sulle candeline funziona. Quell'anno è successo. Non so ancora per quale motivo, ma è successo.
In pratica, tu soffi le candeline, esprimi un desiderio e dopo qualche minuto si avvera. Probabilmente bisogna avere anche una grandissima dose di fortuna, forse bisogna anche tartassare i propri genitori con la stessa richiesta, più volte. Poi, soffiando le candeline, tuo padre apre la porta e ti porta il pacco che hai desiderato più o meno da tutta l'infanzia. La Playstation 2. [...]
È che tipo eri lì lì per scrivere
qualcosa che facesse ridere (tralasciando gli articoli E3 dimenticati come la figlia di Peter Parker), in questa estate noiosa a pacchi. Niente
da dire e niente da fare, ti annoi. Quindi gironzoli sull'internetto.
Ti sale quella sorta di ciucca triste, perché è sabato e i serial
che trasmettono in settimana non li fanno nel weekend. Però non sei
ciucco, sei bello sobrio e ti ricorderai tutto anche i giorni a
venire. Ripensi alle sei settimane passate in mezzo ai bambini. A
tutti quei ragazzi di cui neanche ti ricorderai il nome. Non perché
sei un cattivo animatore, ma ci sono quei marmocchi che danno così
tanto fastidio da farti dimenticare i nomi degli altri.
Vi avverto che sarà pesante, 'sto
articolo. Perché la voglia di far ridere me la sono
dimenticata al piano di sotto e non ho voglia di scendere. Perché ci
sono bambini, calmi, calmissimi, che non farebbero male ad una mosca,
ma di cui ti ricorderai lo stesso il nome.
Son di Torino, sono un nerd di bassa categoria, di quelli che ci provano a fare i tuttologi eh, ma niente. E quindi mi son diretto, algido (solo perché pioveva) al Torino Comics (TC d'ora in poi, ché è lungo da scrivere). Ma in dettaglio, spieghiamo perché il TC è "una cagata pazzesca" (novantadue minuti di applausi...)
Questo non è il carro di cui parlerò avanti. Ma di foto del carro di oggi non ne avevo, quindi vi accontentate
C'era gente che mi chiedeva (davvero) quando sarebbe arrivato il nuovo articolo. "Quando scrivi il tuo nuovo articolo? Su cosa lo scrivi?". Gente del genere.
Ed eccolo qui, ché non avevo nulla da fare a mezzanotte, a parte dormire.
Oggi sono andato al carnevale. Mi sono vestito da Mario Mario, per i meno affascinati dalle gioie Nintendo, Super Mario.
Tralasciando il particolare che il periodo di Carnevale è già finito da un pezzo ma il mio paese è trasgressivo, ho capito di odiare i coriandoli, la schiuma, le stelle filanti e le sfilate.
I coriandoli li odio perché sono pezzi di carta colorati. Cosa c'è di divertente in pezzi di carta colorati? CHE OLTRETUTTO ENTRANO NELLE MUTANDE?
Poi, la schiuma. Quando è stato deciso che la schiuma per i ricci sia 'na bella cosa? No, che magari c'è pure un motivo ma nessuno me l'ha spiegato, e tant'è.
Le stelle filanti non provocano così fastidio, alla fine della fiera. Quindi le accetto di buon grado. Ti senti pure un po' figo a soffiare e vederle volare via. Ecco, forse è proprio quello, il bello, che soffi e se ne vanno via.
E la sfilata? Ballare sulle note del Tacatà? Bello, ve'? Divertente!
Che sinceramente, se ci fosse gente come quella nel video qui sotto, a ballare, sarei contento proprio più tanto e avrei il più meglio sorriso da bambino. Su una scala da 0 a ODDIOORAVENGO sarei proprio a ODDIOORAVENGO. (Andate al minuto 1:25)
Un figo.
Ma noi ci dobbiamo accontentare dei (non) carri con la (non) musica. Sono le sconfitte della vita.
Alla fine, però, ti fai prendere dalla festa e mandi all'aria tutti i buoni propositi di odio. Decidi di vendicarti dei coriandoli che ti hanno tirato, prendi a testate i bambini che ti sparano la schiuma e scopri pure che ti hanno copiato l'idea di Super Mario e ci hanno fatto un intero carro a tema, con tanto di Peach, Bowser, pure qualche Luigi per non stonare. Che poi suona brutto.
Capisci che i coriandoli dentro la maglia sono solo un pretesto per buttarti qualcosa addosso. Ché si buttano addosso pure le arance, non c'è motivo di preoccuparsi.
Il carnevale è una festa inutile con tanto di oggetti inutili che ci ruotano attorno. Ma nella sua inutilità, se ci vai con le persone giuste, ti diverti anche.
Pensavo che, in metro, non ci fosse proprio nulla di interessante. Niente, zero, che rimani tutto il tempo coll'android in mano (se siete figli di papà avete l'aifon) a scartabellare su internet, ad aprire il browser e a dire"ma che cazz' sto leggendo". Oppure a divertirti con quei giochetti-fiesta, (perché non ci vedi più dalla fame), ti fai la partitina, perdi.
E invece no.
Incontri un signore di sessant'anni, che non solo chiede a quale fermata siete, ma inizia a parlare alla signora di fronte a lui. E io amo le persone che ti parlano senza neanche conoscerti. Hanno un coraggio mica da poco.
"Sono venuto qui per mio figlio, io abito a Milano." Volevamo saperlo.
"questa metro è una delle più avanzate al mondo! Costruita da mani italiane, è un orgoglio" Ora avete capito dove abito. "In Italia ci sono moltissimi geni, siamo un popolo di cantanti, poeti e navigatori" Perdiamo colpi sul fronte dei cantanti e dei navigatori. Ma che volete, ha sessant'anni. Non ha mai ascoltato Marco Carta.
"Siamo noi che abbiamo portato la musica Lirica in giro per il mondo! Noi abbiamo Caruso! Lei, signora, sa chi è Caruso?" la donna fa sì col capo, ché mica è ignorante, lei.
"Abbiamo Dante, ha scritto la Divina Commedia... Dante è secondo solo a Omero!" Boh sì, diciamo che ha ragione. Ma Dante mi rimane antipatico.
"L'Italia è rovinata da tutte le persone... - Signora, si avvicini, non vorrei che i presenti si scandalizzassero - da tutte le persone scorrette... Siamo un popolo di corrotti! Non si arrabbi, qualcuno potrebbe sentirsi insultato, ma è così" Se ve lo state chiedendo, l'ha fatta proprio avvicinare. Anzi, si è avvicinato lui. "Il mondo è rovinato da gente del genere, siamo governati da corrotti, ed è colpa nostra! Perché Berlusconi è stato 17 anni in carica per colpa nostra" Vi ricordo che siamo partiti da questa frase:"sono venuto qui per mio figlio."
Un signore seduto vicino a me prova anche a fermarlo, dicendo "siamo un popolo di rompipalle".
Ma l'eroe non si ferma, e risponde con serietà "Sì, siamo pure un popolo di rompipalle! E' vero!" Non credo abbia afferrato la sottile ironia.
Infine, il nostro nuovo amico nota di essere alla sua fermata. Prima però chiude il discorso con stile: "Siamo un popolo senza un briciolo di dignità". Esce dalla metro. Continua a parlare da solo. Un mito.
E poco importa se avesse i risultati della Serie A in tasca, e il portachiavi del PD al collo (ché tutti hanno i loro difetti). Questi discorsi, iniziati senza un capo, improvvisamente hanno trovato un corpo ed una coda. Idilliaci.
Il nostro eroe ha trasformato la mia giornata da così a così (per rimanere in tema di biscotti e merendine). E, ve lo giuro, sono arrivato al capolinea col sorriso sulle labbra, felice. Perché una speranza, se esistesse altra gente "rompipalle" come lui , l'Italia ce l'avrebbe ancora (forse).