Visualizzazione post con etichetta cronache di un viaggio in metro. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta cronache di un viaggio in metro. Mostra tutti i post

giovedì 7 novembre 2013

Cronache di un viaggio in metro #3 - Giuditta, Enrico e l'arte del trollaggio


Questa rubrica è una delle prime ad esser state pubblicate su Cereali di Frutta.
(Se non sapete di cosa sto parlando, andate a recuperare questi post) 

Oggi, signori e signore, si conclude la trilogia.

Quello che mi è successo l’altro giorno in pullman, in soli cinque minuti, ha dell’incredibile.
E non importa se non ero in metro, perché qui i titoli dei post li decido io

Cronache di un Viaggio in Metro: Volume tre.

Salgo sul pullman sotto casa.
Neanche il tempo di salire che già sento l’autista (lo chiameremo Guido) lamentarsi con un altro autista (anche lui di nome Guido): parla di sindacati, sindacalisti, di autisti vecchi liquidati per far spazio a quelli nuovi.
Un gran casino.
Il pullman è praticamente deserto: in prima fila c’è, ovviamente, la scassamaroni, quella che cerca ogni volta di chiacchierare insistentemente con Guido.
Gli altri passeggeri del pullman sono solo tre:  una signora (che chiameremo Giuditta), un anziano alla mia destra (lui, invece, Enrico) e un’altra persona, in fondo. Senza nome perché non ci serve.
Io sto cercando delicatamente di origliare la discussione di Guido farmi i fatti miei, quando il pullman si ferma. Siamo in coda. Sono le cinque di pomeriggio.
Fottuta ora di punta.
Enrico inizia a sbuffare, è visibilmente infastidito da quella moltitudine di auto.
Ma oh, dato che deve perdere tempo, inizia a parlare: “Eh, questa coda… dai, che devo arrivare a casa”.
Enrico è il tipico signorotto annoiato dalla vita: non sa che fare, quindi, gira per Torino e cintura.
Così, random.