Avete
presente quelle manovre commerciali che ci portano a quando avevamo 10 anni?
Se non le
avete presente, andate al cinema a guardare Monster University.
La Pixar –
mica stupida – sa che ormai il suo pubblico di riferimento ha una certa età. So’
grandi, studiano e non si fanno accompagnare più dai genitori al cinema: in
pratica ha dai 18 ai 25 anni.
E quale
luogo frequentano di più i ragazzi dai 18 ai 25 anni? Dite l’università?
Sì, può
essere.
Quindi
“perché non prendiamo due piccioni con una fava?” hanno detto quelli di Pixar.
Stronzi.
L’altro giorno, trascinato dai sentimenti, sono andato a guardarlo anche io.
“Ma pande’, il film è bello? Eh?”
Chiariamo, Monster University è un bel film d’animazione. Fa ridere (non tantissimo ma quanto basta), rilassa. Ci sono alcuni personaggi da deriva psichica, altri invece inconsistenti ma oltremodo coccolosi.
Il problema è tutto il resto: hanno pensato al luogo dove ambientarlo, hanno preso alcuni vecchi personaggi e… stop. L’ho visto quattro giorni fa e già non mi ricordo metà film. Vuoto, i nomi dei personaggi? Boh.
E vi spiego pure
perché. (Ovviamente, senza spoiler…)
