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sabato 10 marzo 2012

Quanti(c) Dream.


Prima dovete vedervi 'sto video. Se no non è che non capite, peggio.

Visto?
Mi ero ripromesso di scrivervi un riassunto, ma non c'è nulla da riassumere. Il video è da vedere. E basta.


Ora, iniziamo.
Quando vedi la scritta "Quantic Dream" ti aspetti sempre qualcosa di "WOAH". E di solito hai questa faccia:
Nicolas Cage, Nicolas Cage everywhere.
Mi è successo con Farenheit, ai tempi. Se non ce l'avete, recuperatelo per ps2, in qualunque modo. Subito. Da giocare tutto d'un fiato, perché vi prenderà, statene certi. In Farenheit era assente una vera libertà di scelta, ma non è che puoi chiedere tanto. In quel periodo uscivano giochi del calibro di FF XII. E quindi che facciamo, ci lamentiamo di Farenheit? No, non ci lamentiamo.

Mi è successo con Heavy Rain, che quando lo finisci applaudi, ma il regista non ti sente, come al cinema (interattivo). E il paragone mica è totalmente fuori luogo.

Mi è successo con Kara, il nuovo Technical Trailer.
Quel video di 7min. è stato fatto girare su ps3. Quindi quelli che dicevano "questa Gen ormai è morta"  rimarranno moooti per un po'.

E se vi dicessi che mi sono perfino innamorato? Innamorato di poligoni, e in particolare, di lei:

Uguali.
Io non riesco a vederci differenze, hanno fatto un lavoro decisamente ottimo. Hype alle stelle. Magari è la volta buona che mi accaparro un gioco al Day One. Ma da quanto ho capito per sviluppare un gioco del genere ci vorrà ancora tanto (troppo) tempo. Perciò aspettiamo.
Ora non me la sento di continuare a commentare, perché del comparto tecnico non me ne intendo neanche un po'. Posso solo dire che questo Trailer potrebbe davvero segnare una svolta epocale dei videogiochi.
Mi aspetto un grandissimo gioco, senza mezzi termini.

Penso a quando avevo 5, 6 anni, dove la grafica di MGS era considerata puutenza, e io mi innamoravo dei personaggi grazie alla loro voce. E oh, se inizieranno a trasmettermi emozioni anche con le espressioni del viso, ringrazierò per sempre chi mi ha messo un Joystick in mano.

P.S. Il titolo del post è pessimo. Ma mi piaceva lo stesso, e quindi lo accetterete con garbo.

sabato 7 gennaio 2012

Merenda di Frutta

Sarà che ho appena finito Heavy Rain, ma vedo bambini ovunque. Per strada, nei pozzi a cielo aperto, in tv. 
Ecco, i primi due luoghi non mi scandalizzano più di tanto.
Ma, in tv... sono difficili da riconoscere. A parte l'altezza, ovvio. Si nascondono così bene che l'agente 47 gli fa una pippa. 

Facciamo un rapido elenco.


Vestiti:
In tv si vestono da adulti. Nessuna maglietta, nessun abito che si possa ricondurre a loro (Cominciamo bene).


Ruolo:
Ormai, non viene affidato loro un ruolo fanciullesco. Protagonisti di quiz, cantanti, presentatori. Di programmi dove sono realmente bambini se ne salvano pochi.


Approccio col pubblico (e con il presentatore/presentatrice):
Un approccio che Corona ne sarebbe fiero. E i bambini, con questo atteggiamento, stonano.

(Nota positiva, ci sono anche le eccezioni).



Se non vi avessi detto che parlavo di bambini, ve ne sareste accorti? No. Per niente.
E perché siamo arrivati a questo punto? Perché i bambini non fanno più Solletico? 

SHARE.


È ingiusto utilizzare bambini in prima serata. Metterli uno contro l'altro. Far loro cantar canzoni che non li rappresentano.
E glielo fanno fare solo perché i bambini al pubblico risultano puri. Alla fine non sono neanche puri, ché si comportano già da perfette macchine da soldi.



Ora parlo a voi, produttori. Sapete che non funzionerà per sempre, questo meccanismo?
Così non riuscirete a sostituire i litigi alla "Grande Fratello". Se voi aveste idee innovative, non servirebbe usare i bambini. Se non produceste serie tv sui santi, se al posto di fare 10 talk show politici 
(dove oltretutto si dicono le stesse cose) ne faceste 5 e il restante tempo lo usaste per inserirci qualche format originale, tutto questo sarebbe inutile.
Ma ai produttori italiani  non interessa la qualità. Spendere poco per produrre tanto. E quindi "sfruttiamo i bambini in prima serata", ché agli Italiani piace. Se il popolino si commuove quando un bambino di dieci anni canta eri piccola così, va bene, non importa. Facciamo finta di niente. Agli Italiani piace.